Per l’uso… di una parrucchiera! Dopo la mia ultima fatica letteraria, Le 7 regole da seguire per scegliere il tuo parrucchiere, voglio proporvi un post che consiglia come trattare nel modo corretto un parrucchiere, una volta trovato. Basta consigli sui tagli estivi, sulle protezioni, sull’uso e l’abuso di piastre per capelli… almeno, per ora. Parliamo solo di quello che succede quando varcate la soglia del mio salone e le vostre idee sono tutt’altro che chiare… benvenute quindi nella rubrica estemporanea “Quello che non devi dire al tuo parrucchiere”! Facciamo una risata insieme, su!
Dovete sapere che parte integrante del mio lavoro consiste nel guardarvi e VALUTARE IL TAGLIO E IL COLORE CHE POTREBBERO RENDERE GIUSTIZIA A VOI e ai vostri tratti peculiari, di qualsiasi forma e colore naturale siano. Valutare con occhio esperto chi porterebbe meglio un taglio modaiolo e chi invece dovrebbe settarsi sulle frequenze dell’evergreen, chi si sente pronto a stravolgere i propri connotati e chi invece vuole semplicemente riconfermare la solita immagine. Questa fase ANALITICA avviene nell’istante in cui varcate la soglia del salone e, vi ripeto, fa parte della mia beauty routine, intesa come “procedura” volta a portarvi alla miglior versione di voi stesse. Si parte dalla teoria: si sente pronta a cambiare? I tratti del suo viso quale colore e taglio sostengono? Le interessa la moda e sa indossare un taglio di capelli di un certo tipo? E si finisce con la pratica: TAGLIO E COLORE. Approfitto per ricordarvi che, tra il dire e il fare, ci sono di mezzo di miei trattamenti Premium, che riparano, proteggono e prolungano gli effetti magici del mio lavoro, a seconda del motivo per cui siete venute a cercarmi. Tutto questo per dire che…DOVRESTE FIDARVI DELLA PROFESSIONISTA CHE AVETE SCELTO.
E lasciarvi guidare dalle mie esperienza e competenza, quando vi guardate al mio specchio e credete di essere completamente smarrite! E mi chiedete cose come “taglia, un bel taglio, ma senza esagerare. Voglio dire, si, ci vuole un taglio che sono troppo lunghi, ma poi se sono troppo corti non va bene. Capito? Fammeli corti ma lunghi”. COSA?! Mi fate letteralmente impazzire quando mi chiedete il taglio della vostra cantante preferita e poi, una volta eseguito, vi rendete conto che vi sta male e mi guardate in cagnesco. Avrei potuto dirvi prima che avere lo stesso taglio di un’altra persona, ma senza gli identici tratti somatici, crea degli scompensi d’immagine. Ma come posso dirvi una cosa del genere?? Non mi dite vi prego che un mio collega parrucchiere arriva a un tal risultato in un altro modo… ognuno di noi professionisti lavora con i suoi attrezzi del mestiere e il suo personalissimo tocco! E cosa ne deriva? Qualcosa di unico e riconducibile a due mani soltanto. Non siamo parrucchieri. Non siamo professionisti. SIAMO ARTISTI. E come tali, abbiamo un ego smisurato… rispettatelo!
